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Manfredo Camperio
(Milano 1826 ottobre 30 - Napoli 1899 dicembre 29)

Professione: esploratore commerciale

Decimo e ultimo figlio di Carlo e Francesca Ciani, Manfredo Camperio nacque a Milano il 30 ottobre 1826. Educato in casa con il cosiddetto "metodo inglese", ebbe un'istruzione superficiale a causa della sua irrequietezza e della sua incostanza: dopo i primi studi nelle scuole milanesi Racheli e Boselli, a poco più di 14 anni venne inviato in collegio a Dresda, dove rimase fino ai 18 anni, passando poi al liceo di Graz. Rientrato a Milano per frequentare il secondo anno al liceo S. Alessandro, interruppe ben presto gli studi e intraprese una vivace attività cospirativa frequentando l'antico caffè dei Virtuosi, detto "della Cecchina" in piazza della Scala, noto ritrovo di patrioti.
Individuato dalla polizia austriaca, l'8 febbraio 1848 fu deportato a Linz e successivamente tradotto nelle carceri di Milano, dalle quali lo liberò l'insurrezione di marzo.
Dopo aver partecipato ai combattimenti delle Cinque giornate e alla guerra d'indipendenza (prima nel corpo garibaldino del Medici, poi soldato nel Savoia cavalleria), dopo la sconfitta di Novara prese la via dell'esilio, dirigendosi verso l'Ungheria. Avvertito che anche là il moto era stato sconfitto, proseguì poi per Costantinopoli.
Rimpatriato nel 1849 grazie all'amnistia, dopo essersi dedicato per qualche tempo all'amministrazione dei fondi paterni, ottenne dal padre il finanziamento per un viaggio e nell'inverno 1851 partì per l'Inghilterra e si imbarcò per l'Australia. Fallito come cercatore d'oro e costretto ad adattarsi ai più vari mestieri per mantenersi, riuscì a rientrare in Olanda solo sul finire del 1855, raggiungendo in seguito l'Italia.
Coinvolto in un duello nel 1856 per aver invitato un ufficiale austriaco ad allontanarsi dal ballo organizzato nella casa milanese del barone Gaetano Ciani, fu costretto a ritirarsi a Varallo Pombia, ospite del cugino e cognato Francesco Simonetta.
Finanziato nuovamente dal padre, acquistò dall'Ospedale di Novara un fondo in località Briona e si dedicò per qualche tempo all'agricoltura, trascorrendo le estati a Belgirate e frequentando intellettuali ed uomini politici in casa Fontana.
Nella primavera 1859 si arruolò come soldato semplice nel Savoia cavalleria e combatté ancora contro l'Austria; continuò il servizio nell'esercito ottenendo il grado di tenente nel 1860. Nel 1863 fu chiamato a Firenze dal generale Manfredo Fanti come aiutante di campo e fu promosso capitano, ma dopo aver preso parte alla campagna del 1866, presentò le proprie dimissioni dall'esercito, deluso per l'andamento della guerra.
Nel 1867 conobbe l'alsaziano Jules Siegfried e sua sorella Marie, che sposò quattro anni più tardi, il 30 marzo 1871, a Mulhôuse.
Dopo essersi recato in Norvegia nel 1867, nel 1868 visitò l'Egitto, il Mar Rosso, Ceylon e l'India. Iniziò allora ad occuparsi di questioni economiche e commerciali, sostenendo il potenziamento delle ferrovie meridionali e del porto di Brindisi in vista dei rapporti con l'oriente. Nel 1869 presenziò all'inaugurazione del Canale di Suez e partecipò a Genova al Congresso delle Camere di commercio.
Entrò ben presto nella vita politica, ottenendo la carica di consigliere comunale di Milano dal 1869 al 1875 e di assessore all'edilizia dal 1871 al 1872; nel 1874 fu inoltre eletto deputato nel collegio di Pizzighettone, superando di pochi voti il candidato dell'estrema sinistra, Agostino Bertani.
A Roma, dove visse durante il mandato parlamentare, fu tra i soci del Consiglio della Società geografica italiana, fondata nel 1867 su ispirazione di Cesare Correnti, e qualche anno più tardi diede vita ad un periodico proprio, uscito a Milano nel luglio 1877 con il titolo di "L'esploratore" (poi, dal 1886 "L'esplorazione commerciale" con altre varianti successive).
Il periodico entrò progressivamente in polemica con la Società geografica, che nel frattempo aveva inviato una spedizione nel regno etiopico dello Scioa. Fu quindi organizzata un'altra spedizione commerciale in quei luoghi: le sottoscrizioni furono raccolte presso gli uffici del giornale "Il sole" e tra i soci figurarono il deputato L. Canzi, il banchiere P. Brambilla, lo spedizioniere internazionale F. Gondrand, gli industriali Carlo Erba, Giovan Battista Pirelli, A. Ponti e A. Canestri, direttore del Lanificio Rossi. La spedizione, guidata da Gustavo Bianchi e da Pellegrino Matteucci, partì alla fine del 1878.
All'inizio del 1879 il comitato esecutivo, creato per l'organizzazione della spedizione, si trasformava nella Società di esplorazione commerciale in Africa, di cui Camperio fu vicepresidente e, dal 1882 al 1884, presidente.
In seguito la Società trasferì le proprie imprese nella nuova Società italiana per il commercio in Africa, che orientò la sua attività verso l'Africa mediterranea e in particolare verso la Tripolitania, dove Camperio stesso si recò nel 1880 e nel 1881 (da Bengasi raggiunse Derna per la strada di Tocra e El Merg, mentre il resto della spedizione, comandato da G. Haimann, seguiva la via più interna).
Dato lo scarso successo di tali imprese, un'altra spedizione partì nel 1883 al comando di Gustavo Bianchi per esplorare la via che dal porto di Assab conduceva a Goggiam. Due anni prima la spedizione dell'esploratore Giulietti era stata attaccata e distrutta dai Dancali mentre seguiva la medesima via; anche questa volta il bilancio fu tragico, poiché il Bianchi e altri due membri della spedizione (Cesare Diana e Gherardo Monari) furono tragicamente uccisi nell'ottobre 1884.
I rischi erano stati sottovalutati dai dirigenti e Camperio si dimise, abbandonando anche la direzione dell'Esploratore (suoi successori furono Parravicino fino al 1886 e Bolognini poi). Alla direzione della società lo sostituì Gian Pietro Porro, che perì anch'egli tragicamente in un'impresa nel 1886 e che fu a sua volta sostituito da Filippo Vigoni. Nonostante quest'ultimo gli fosse ostile, Camperio continuò a collaborare sia con la società che con la rivista.
Nel 1891 tentò anche di dar vita ad una società di borse di commercio e prima di morire tradusse per l'editore Hoepli il libro del viaggiatore tedesco Hesse-Wartegg su Cina e Giappone, uscito nel 1900.
Nel 1894, tornato dall'India, diede vita al Consorzio industriale italiano per il commercio con l'estremo oriente e l'anno successivo riunì a Milano circa 80 industriali, fondando con loro un'agenzia di esportazione a Bombay.
Negli anni della vecchiaia la salute lo costrinse a svernare nei paesi caldi, a Napoli o al Cairo. Morì a Napoli il 29 dicembre 1899. Le sue ceneri sono conservate nella cappella di famiglia del cimitero di Villasanta.

Fonti
Archivio di Stato di Milano, Processi politici, cart. 183.
Biblioteca civica di Monza, Fondo Achille Mapelli, cart. 1
Biblioteca statale di Cremona, Fondo Arcangelo Ghisleri
Museo del Risorgimento di Milano

Bibliografia
- Archivio triennale 1850-1855 = Archivio Triennale delle cose d'Italia dall'avvenimento di Pio IX all'abbandono di Venezia, 3 voll., Capolago-Chieri, 1850-1855
- Battaglia 1958 = R. Battaglia, La prima guerra d'Africa, Torino, 1958
- Bertacchi 1929 = C. Bertacchi, Geografi ed esploratori contemporanei, Milano, 1929
- Blessich 1900 = A. Blessich, Manfredo Camperio, Roma, 1900, estratto da "Bollettino della Società geografica italiana", fasc. II, 1900
- Camperio 1880 = M. Camperio, Della decadenza della marina mercantile italiana, Milano, 1880
- Camperio 1887 = M. Camperio, Da Assab a Dogali: guerre abissine, Milano, 1887
- Camperio 1898 = M. Camperio, Agenzia del Consorzio industriale italiano per il commercio dell'Estremo oriente, Milano, Hoepli, 1898
- Camperio 1899 a = M. Camperio M., Che si fa in Africa?, in "Rivista politica parlamentare Roma", anno III, fasc. V, Roma, 25 gennaio 1899
- Camperio 1899 b = M. Camperio, L'Eritrea nel XX secolo, in "Rivista politica parlamentare Roma", 16 aprile 1899
- Camperio 1912 a = M. Camperio, La spedizione in Cirenaica, in Pionieri italiani in Libia. Relazioni dei delegati della Società di esplorazioni geografiche e commerciali di Milano, 1880-1896, Milano, 1912, pp. 3-77
- Camperio 1917 = Autobiografia di Manfredo Camperio 1826-1899, riveduta dalla figlia Sita Meyer Camperio, Milano, Quintieri, 1917
- Carazzi 1972 = M. Carazzi, La Società geografica italiana e l'esplorazione coloniale in Africa (1867-1900), Firenze, 1972
- Dainelli 1960 = C. Dainelli, Gli esploratori nell'Africa italiana, Torino, 1960
- DBI = Dizionario biografico degli Italiani, Roma, Istituto della enciclopedia italiana, 1960 -
- De Leone 1954-1955 = E. De Leone, Le prime ricerche di una colonia e l'esplorazione geografica, politica ed economica, 2 voll., Roma, 1954-1955
- De Leone 1957 = E. De Leone, La colonizzazione dell'Africa del nord, Padova, 1957
- Della Peruta 2002 = F. Della Peruta, L'«Autobiografia» di Manfredo Camperio, in Uomini e idee dell'Ottocento italiano, Milano, Franco Angeli, 2002
- Fonzi 1965 = F. Fonzi, Crispi e lo "Stato di Milano", Milano, 1965
- Fugazza, Gigli Marchetti 2002 = Manfredo Camperio. Tra politica, esplorazioni e commercio, a cura di M. Fugazza e A. Gigli Marchetti, Milano, Franco Angeli, 2002
- Geraci 1939 = F. Geraci, Manfredo Camperio e l'Italia coloniale, in "L'Italia coloniale", XVI, 1939, p. 170
- Giglio 1958 = C. Giglio, Etiopia-Mar Rosso, vol. I (1857-1885), Roma, 1958
- Hesse-Wartegg 1900 = E. von Hesse-Wartegg, Cina e Giappone. Il celeste impero e l'impero del sol nascente, versione e riduzione con note originali per il cap. Manfredo Camperio, Milano, Hoepli, 1900
- Leva 1969 = A.E. Leva, Il contributo italiano alla conoscenza delle lingue parlate in Africa, Roma, 1969
- Milanini Kemeny 1973 = A. Milanini Kemeny, La Società d'esplorazione commerciale in Africa e la politica coloniale (1879-1914), Firenze, 1973
- Mori 1927 = A. Mori, L'esplorazione geografica della Libia, Firenze, 1927
- Nemi 1900 = Nemi, Tra libri e riviste. Manfredo Camperio, in "Nuova Antologia", 1°giugno 1900, pp. 559-562
- Panetta 1963 = E. Panetta, Studi italiani di etnografia e di folklore della Libia, Roma, 1963
- Pionieri 1912 = Pionieri italiani in Libia. Relazioni dei delegati della Società di esplorazioni geografiche e commerciali di Milano, 1880-1896, Milano, 1912
- Podestà 2002 = G. Podestà, Manfredo Camperio, Milano e la politica coloniale, in Manfredo Camperio. Tra politica, esplorazioni e commercio, a cura di Mariachiara Fugazza e Ada Gigli Marchetti, Milano, Franco Angeli, 2002, pp. 105-118
- Rainero 1960 = R. Rainero, I primi tentativi di colonizzazione agricola e di popolamento dell'Eritrea, Milano, 1960
- Rainero 1963 = R. Rainero, Una pagina ignorata della storia dei Valdesi in Africa. L'iniziativa di Manfredo Camperio per un'emigrazione valdese in Eritrea, in "Bollettino della Società di studi valdesi", LXXXIII, 1963, 114, pp. 79-86
- Scotti Douglas 2002 = V. Scotti Douglas, Il rivoluzionario scanzonato, in Manfredo Camperio. Tra politica, esplorazioni e commercio, a cura di M. Fugazza e A. Gigli Marchetti, Milano, Franco Angeli, 2002, pp. 25-34
- Soresina 2002 = M. Soresina, Le società di esplorazioni commerciali e l'Africa, in Manfredo Camperio. Tra politica, esplorazioni e commercio, a cura di M. Fugazza e A. Gigli Marchetti, Milano, Franco Angeli, 2002, pp. 119-142
- Sourdich 2002 = F. Sourdich, I viaggi di Manfredo Camperio, in Manfredo Camperio. Tra politica, esplorazioni e commercio, a cura di M. Fugazza e A. Gigli Marchetti, Milano, Franco Angeli, 2002, pp. 35-104
- Traversi 1964 = C. Traversi, Storia della cartografia coloniale italiana, Roma, 1964
- Verax 1899 = Verax, Manfredo Camperio, in "La Lombardia", n. 359, 1899
- Zaghi 1939 = C. Zaghi, Vita di Romolo Gessi, Milano, Istituto per gli studi di politica internazionale, 1939

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Filippo Camperio



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Federico Confalonieri



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Giacomo Gervasoni

Don Giacomo Gervasoni fu coadiutore e assistente dell’oratorio maschile a Garbagnate Milanese, una guida riconosciuta e stimata, un loro confidente e sacerdote amato.
Dopo l’8 settembre ’43 don Giacomo diventa protagonista della lotta antifascista.
Animatore e Costruttore della Libertà, punto di riferimento per chi pensa che la Libertà e la Democrazia siano obbiettivi primari da conquistare anche al prezzo della vita, grazie a Lui molti oratoriani e giovani combattenti aderiscono al movimento partigiano aggregandosi alla 16ma Brigata del Popolo.
Nel 1968 l’Esercito Italiano gli conferisce la Croce al Merito di Guerra.
Nel 1985 Il Cardinale di Milano Carlo Maria Martini gli espresse “riconoscenza della Chiesa di Milano per l’opera svolta negli anni della guerra di Liberazione, attuando quella “ribellione di amore” che riscattò l’uomo dalla menzogna, viltà e paura”.
E’ parroco di Villasanta dal 1950 al 1986.
Muore nell’ottobre 1995 a Corrido (Como).

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